Repubblica
francese
In nome del Popolo francese |
| Corte
d'appello di PARIGI |
Seconda camera - sezione B
DECISIONE del 24 MARZO 2005 (n° 135)
Numero
d'iscrizione al repertorio generale: 04/19802
Decisione deferita alla Corte: giudizio del 2 giugno 2003
Tribunale di grande istanza di PARIGI
Seconda camera prima sezione
RG n° 1998/1572
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APPELLANTI
Signora
Michèle TABURNO vedova VASARHELYI
Presso sig. ROJAS
910 S Michigan Avenue
60605 CHICAGO ILLINOIS
Stati Uniti d'America
Rappresentata da parte di Chantal BODIN-CASALIS, procuratore
alla Corte
Assistita da Fabrice Van CAUWELAERT, avvocato a Parigi, tocco
D 997
Sostituendo Jean-François MARCHI, avvocato a PARIGI
Sig. André VASARHELYI
5, viale Pierre Brossolette
92160 ANTONY
Rappresentato da Chantal BODIN-CASALIS, procuratore alla
Corte
Assistita da Catherine COHEN che difende per la SELARL LYSIAS
e che sostituisce Yves BAUDELOT, avvocato a PARIGI, tocco
P 113
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INTIMO
Sig. Pierre VASARHELYI
1175, strada de l’angesse
13100 LE THOLONET
rappresentato dal SCP di AURIAC - GUIZARD, procuratore alla
Corte
assistito da Barthélemy LACAN, avvocato a PARIGI,
tocco E 435n
Olivier KUHN - MASSOT, avvocato a MARSIGLIA
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COMPOSIZIONE
della CORTE:
L'affare è stato discusso il 24 febbraio 2005,
in udienza pubblica, dinanzi alla Corte composta da:
Signora Françoise KAMARA, Presidente
Sig. Jean-Louis LAURENT - ATTHALIN, consigliare
Signora Dominica DOS REIS, consigliare
Che ne hanno deliberato
Cancelliere in occasione dei dibattiti: Sig.na Carole TREJAUT
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SENTENZA
:
Contradittorio
Pronunciato pubblicamente dalla signora François KAMARA,
il Presidente, e dalla Sig.na Carole TREJAUT, cancelliere presente
in occasione della pronunzia.
Victor
Vasarely artista pittore e plastico, è morto il 15 marzo
1997, all'età di 91 anni, lasciando alla sua sopravvivenza:
-
il suo figlio maggiore, il sig. André Vasarhelyi, medico,
- il suo figlio piu giovane, Jean-Pierre Vasarhelyi, chiamato Yvaral,
artista pittore,
- il suo nipote, il sig. Pierre Vasarhelyi, derivato dal primo
matrimonio di Jean-Pierre Vasarhelyi,
- la sua nuora, la signora Michèle Vasarhelyi, moglie di
Jean-Pierre Vasarhelyi.
Alla
fine di un testamento datato dell'11 aprile 1993, Victor Vasarely
ha dato al suo nipote tutta la parte disponibile ed ha precisato
che quest'ultimo era il solo potendo garantire la perennità e
la continuazione della sua Opera nell'ambito della Fondazione
Vasarely.
Facendo
valere questo testamento, il sig. Pierre Vasarhelyi ha fatto
assegnare suo padre e suo zio in consegna di eredità.
È in
queste condizioni che, deliberando in base al rapporto del medico
Cousin, designato in qualità d'esperto da giudizio prima
della dichiarazione diritta del 16 giugno 1999, il tribunale
di grande istanza di Parigi ha, per giudizio del 2 giugno 2003:
-
validato il testamento di Victor Vasarely dell'11 aprile 1993,
- ordinato la consegna delle eredità al sig. Pierre Vasarhelyi,
- detto, a norma dell'articolo 1016 del codice civile, che le spese
della domanda in consegna sarebbero a carico della successione
senza tuttavia che potessino risultare riduzioni della riserva
legale, le tasse di registro restando dovute al legatore.
- Ordinato che alle richieste, prosecuzioni e diligenze del sig.
Pierre Vasarhelyi, in presenza del sig. André Vasarhelyi
e della signora Michèle Vasarhelyi (Jean-Pierre Vasarhelyi
che è morto il 2 agosto 2002, che lascia sua moglie, esecutore
testamentario, e suo figlio Pierre), o questi debitamente chiamati,
sarebbe dal presidente della camera interdipartimentale di Parigi,
commessa con facoltà di delegazione, metodo alle operazioni
di conto, liquidazione e divisione della successione di Victor
Vasarely,
- Respinte le domande fondate sull'articolo 700 del nuovo codice
di procedura civile,
- Condannato in solidum il sig. André Vasarhelyi e la signora
Michèle Vasarhelyi al pagamento dei costi.
La
Sig.ra Michèle Vasarhelyi prosegue la infirmazione di
questo giudizio, che chiede alla Corte di:
* dire che Victor Vasarely non era sano di spirito, ai sensi dell'articolo
901 del codice civile, in occasione della redazione della volontà,
supposto datato dell'11 aprile 1993, di cui si prevale il sig.
Pierre Vasarhelyi,
* giudicare inoltre, che la data dell'11 aprile 1993 non corrisponde
ad alcuna realtà e non può avere nessun significato
né nessuna portata,
* dire, di conseguenza, il testamento di Victor Vasarely falsamente
datato dell'11 aprile 1993 nullo e di nessun effetto,
* sussidiariamente ordinare la presenza personale del sig. Pierre
Vasarhelyi nelle condizioni poste dagli articoli 184 e seguenti
del nuovo codice di procedura civile, affinché quest'ultimo
si spieghi sulle condizioni della rimessa, tra le sue mani, del
testamento controverso,
* designare un esperto grafologo per fare l'analisi della scrittura
di Victor Vasarely e verificare se si tratta di una scrittura libera,
ragionata, volontaria e spontanea, o se è, al contrario,
il risultato di un dettato e di una pressione operata sull'autore
contro il suo gradimento,
* in qualsiasi ipotesi, condannare il sig. Pierre Vasarhelyi a
versargli la somma di 10.000 euro a titolo di danni ed interessi
per procedura abusiva, sulla base dell'articolo 32-1 del nuovo
codice di procedura civile, oltre alla somma di 10.000 euro con
l’applicazione dell'articolo 700 del nuovo codice di procedura
civile.
Il Sig. André VASARHELYI prega la Corte di annullare il
giudizio deferito, dire che Victor Vasarely non era sano di spirito,
in occasione della redazione del testamento dell'11 aprile 1993,
di dire questa volontà nulla, di dichiarare decaduto per
sentenza il sig. Pierre Vasarhelyi dell'integralità delle
sue domande, sussidiariamente, di designare un esperto con missione
di intendere le persone che hanno vissuto con Victor Vasarely,
ed in particolare la signora Michèle Vasarhelyi, il sig.
Bruno Allart ed il sig. Dubreuil, e di esprimere il suo parere
sul punto di sapere se, alla data di 11 aprile 1993, Victor Vasarely
aveva una chiarezza sufficiente per stabilire, in tutta coscienza,
il testamento del quale si prevale Victor Vasarely e di condannare
il sig. Pierre Vasarhelyi a pagargli la somma di 7.620 euro ai
sensi dell'articolo 700 del nuovo codice di procedura civile.
Il
Sig. Pierre VASARHELYI conclude alla conferma del giudizio, alla
consegna delle eredità alle spese degli eredi, all'apertura
delle operazioni di conto, liquidazione e divisione della comunità esistita
tra Claire Spinner, morta il 27 novembre 1990, e Victor Vasarely,
e la successione di Victor Vasarely, al rifiuto delle pretese riconvenzionali
ed alla condanna in solidum dei ricorrenti al pagamento della somma
di 7.620 euro per coprire le sue spese irripetibili.
CIÒ ESSENDO
ESPOSTO
LA CORTE,
Considerando,
in, primo luogo, che in giurisprudenza, il testamento olografico
non è valido se non è scritto in totalità,
datato e firmato della mano del testatore;
Che
nella specie, in causa d'appello e per la prima volta dall'introduzione
della presente istanza impegnata nel gennaio 1998, la signora
Michèle Vasarhelyi ed il sig. André Vasarhelyi
invocano la falsità della data dell'11 aprile 1993 portata
sul testamento controverso;
Che
tuttavia, la prova della falsità della data enunciata
in un testamento deve trovare il suo principio e la sua radice
nelle altre enunciazioni dell'atto, o nello stato materiale di
quest'ultimo, e che in mancanza di quest'elementi, i fatti e
circostanze estrinseci non possono essere invocati;
Che
nella specie, i ricorrenti non stabiliscono in nessun modo che
la volontà conterrebbe menzioni suscettibili di smentire
la realtà della sua data né che il suo stato materiale
stabilirebbe la falsità di quest'ultimo, le menzioni dell'atto
essendo coerenti e compatibili con la sua data, ed il suo aspetto
materiale apparendo intatto;
Di
conseguenza, può soltanto essere preso in considerazione
che il testamento di cui si tratta si è stabilito l'11
aprile 1993;
Considerando
in secondo luogo, che ai sensi dell’articolo 901 del codice
civile, per fare una donazione tra vivi o un testamento, occorre
essere sani di spirito;
Che il carico della prova dell'insania di spirito spetta al richiedente
in annullamento della volontà;
Considerando,
infatti, che il medico Cousin, esperto designato dai primi giudici,
ha concluso che l'esistenza di confusioni mentali di Victor Vasarely
alla data considerata non era avverata;
Che
dopo avere ottenuto le informazioni mediche utili all'assolvimento
del suo compito ed avere precisato che anche considerando gli
attestati molto contradittori, non aveva sollevato alcun elemento
esterno che provi il deterioramento della persona (spese inconsiderate,
condotte inadatte, comportamento anormale) e che tutti i testimoni
lo consideravano come una persona suggestible, è da dire
facilmente influenzabile e dotato di una prodigalità quasi
patologica, l'esperto giudiziario non era obbligato ad interrogare
la totalità delle persone avendo vissuto col pittore,
contrariamente a ciò che pretendono i ricorrenti;
Che
al termine delle sue indagini e procedendo alla sintesi degli
elementi medici a lui comunicati, in particolare dal medico Frémont,
esperto psichiatrico che ha esaminato Victor Vasarely nel gennaio
1994 su richiesta del giudice delle tutele che ha precisato che
l'evoluzione della patologia di Victor Vasarely era in generale
progressiva, che gli era difficile pronunciarsi sulla data dell'11
aprile 1993, non avendo esaminato il paziente a quel momento,
ma che era molto probabile che una parte delle confusioni erano
già presenti, tenendo conto del carattere evolutivo in
generale lento di questa tabella per un paziente di questa età,
il medico Cousin dice che:
-
Victor Vasarely aveva presentato un inizio di deterioramento
intellettuale nel corso dell'anno 1990,
- Questo deterioramento era stato estremamente fluttuante con periodi
di confusione e di deterioramento, di durata variabile, in gran
parte influenzati dagli eventi somatici o emozionali avendo potuto
toccare la persona, cioè il decesso di sua moglie il 27
novembre 1990, le battaglie giuridiche riguardando la Fondazione
ed ai rapporti d'affari del sig. Debbasch, come pure delle affezioni
somatiche intercorrenti, in particolare affezioni polmonari, ed
una rottura del femore il 5 novembre 1992,
- Se tutti gli esperti che hanno conosciuto Victor Vasarely sono
d'accordo per dichiarare Victor Vasarely sano di spirito fino alla
fine dell'anno 1990 e farne un incapace maggiore all'inizio dell'anno
1994, il loro parere divergeva quanto alla data precisa dell'aggravarsi
dei sintomi deteriorativi durante l'anno 1993, i medici che lo
hanno incontrato e conosciuto a quest'epoca essendo medici generici,
i medici AUZIAS e BLED, il primo constatando perturbazioni intellettuali
soltanto a partire dell'anno 1993;
Che
di conseguenza, l'esperto ha potuto concludere che non aveva
in suo possesso alcun elemento che può fare dubitare della
capacità civile della persona in occasione della redazione
del testamento dell'11 aprile 1993, essendo notata soltanto la
valutazione della capacità civile di Victor Vasarely così portata
dal medico commesso si riferisce evidentemente alle facoltà di
discernimento del testatore per la redazione delle sue ultime
volontà;
Considerando
che il medico Jullier, commesso dal magistrato istruttore per
esaminare Victor Vasarely per determinare in particolare se fosse
consapevole dei reclami che aveva depositato in ottobre 1992,
gennaio 1993 e febbraio 1994 contro il sig. Charles Debbasch
e qualsiasi altro, in particolare la deviazione di opere al pregiudizio
della Fondazione Vasarely, ha incontrato il de cujus nel mese
di marzo 1995 ed ha constatato che quest'ultimo non presentava
apparentemente delle distrutturazioni considerevoli della lingua,
conservando un certo numero di automatismi, che presentava sempre
un certo numero di capacità d'adattamento alla realtà in
un quadro ambientale stabile e familiare, che se soffrisse tuttavia
di confusioni della memoria con una tendenza al dimenticare poco
a poco, poteva essere coerente su alcuni fatti: “Ho due
figli, André che è medico e Jean-Pierre che esercita
il mio lavoro. Sono tutti e due molto gentili... ma il mio figlio
Jean-Pierre non puo perdonarmi di avere preso il suo posto nelle
alte sfere della pittura.“;
Che,
se quest'esperto ha ritenuto che sembrasse che si poteva considerare
che il modo di funzionamento psichico di Victor Vasarely si era
particolarmente deteriorato a partire del mese di novembre 1992,
poiche le confusioni sono cominciate nel 1990 con segni d'inizio
di un'evoluzione demenziale con costituzione, incominciando nel
novembre dell’1992, di uno stato più caratterizzato
di questo tipo, egli non afferma uno stato permanente d'insania
mentale all'epoca considerata né all'esistenza di confusioni
mentali l'11 aprile 1993;
Considerando
che, in un processo verbale di polizia del 15 luglio 1993, si è notato
che Victor Vasarely era considerevolmente diminuito psichicamente
dalla sua età probabilmente, che presentava confusioni
della memoria ovvie, che aveva bisogno di una presenza costante
delle persone vivendo con lui e che non era ovviamente in stato
di gestire lui stesso il suo patrimonio artistico; che queste
sole constatazioni non stabiliscono maggiormente l'esistenza
di uno stato mentalmente insane dello testatore in occasione
della redazione del testamento controverso;
Considerando
che, di tutti quest'elementi risulta che, se Victor Vasarely
conoscesse confusioni della memoria all'inizio dell'anno 1993
e dei episodi di confusione intellettuale e di disorientazione,
non si è dimostrata che uno stato d'insania mentale sarebbe
allora stato abituale o che sarebbe stato presente l'11 aprile
1993, essendo osservato molto abbondantemente che, se i disordini
mentali di Victor Vasarely fossero stati permanenti, la signora
Michèle Vasarhelyi, il cui processo verbale di polizia
summenzionato cita che alla scomparsa di Claire Vasarely, sembrava
avere preso la direzione degli affari del pittore, che aveva
congedato tutto il personale presente al decesso e che corrispondeva
al numero del pittore che appare sull'elenco di Annet-sur-Marne,
non avrebbe trascurato di fare mettere il suo suocero sotto una
misura di protezione, mentre quest'ultimo ha beneficiato di una
tale misura soltanto nel mese di marzo 1994, dopo una messa sotto
salvaguardia di giustizia effettuata il 20 novembre 1990 e rinnovata
il 20 gennaio 1991 su iniziativa del medico Auzias, il suo medico
generico, che era stata seguita da un miglioramento del suo stato;
Considerando
che la prova di una pressione esercitata dal sig. Pierre Vasarhelyi
su suo nonno per condurlo a scrivere un testamento nel suo favore
non è dimostrata per mezzo della competenza grafologica,
amichevole non contradittoria, sollecitata il 24 luglio 2002
alla richiesta della signora Michèle Vasarhelyi dalla
signora Rateau, che ha soltanto segnalato che le confusioni neurologiche
di Victor Vasarely che hanno cominciato nel 1990 avevano conseguenze
dirette sulla scrittura, che i tremiti, le scosse, le frammentazioni
e la sensazioni di panico si accentuavano in caso di pressione
e di minaccia, e che aveva potuto constatare che alcuni documenti,
scritti da Victor Vasarely nel novembre 1990, febbraio 1991,
luglio 1991, e il testamento in questione rivelano un forte attacco
dell'équilibrio generale della grafica: pressione, qualità della
linea, continuità, ritmo, forma distrutturata, facilità grafica,
e ciò, senza identificare l'autore di pressioni eventuali,
ed allora soprattutto che i ricorrenti affermano che il sig.
Pierre Vasarhelyi non era presente a Annet-sur-Marne l'11 aprile
1993, giorno di Pasqua;
Considerando
che il fatto che Victor Vasarely abbia potuto sapere che la parte
disponibile era inesistente, poiché aveva revocato, il
29 luglio 1991, ogni donazione alla Fondazione Vasarely eccedendo
la parte disponibile, il fatto che il testamento controverso
sia stato depositato il 6 febbraio 1996 tra le mani di un notaio
marsigliese e non, come fin dal 1993 al sig. Dubreuil, amico
e notaio abituale del defunto, che aveva ricevuto il deposito
di un testamento precedente di Victor Vasarely il 29 luglio 1991
ai termini del quale aveva in particolare deciso che i suoi beni
sarebbero divisi a metà tra i suoi figli e deciso che
suo figlio Jean-Pierre sarebbe légatario universale del
diritto morale delle sue opere, e il fatto che il de cujus abbia
detto a diverse riprese a quest'ultimo che intendeva dividere
a metà tra i suoi figli, non basta a stabilire la falsità del
testamento né l'insania del testatore che ha legato la
suddetta parte al sig. Pierre Vasarhelyi, una tale disposizione
essendo suscettibile di tradurre l'affezione di Victor Vasarely
per il suo nipote e manifestare la sua volontà di trarre
le conseguenze dell'osservazione fatta al medico Jullier, secondo
la quale il suo figlio Jean-Pierre (padre di Pierre) non gli
perdonava "di avere preso il suo posto nelle alte sfere
della pittura";
Considerando
che, se Victor Vasarely ha scritto a suo figlio Jean-Pierre,
nel 1989 e 1990, che Pierre gli chiedeva sempre denaro, non ne
aveva mai abbastanza, non faceva nulla alla Fondazione Vasarely
ed aveva portato via senza autorizzazione delle opere che suo
padre lo aveva forzato a restituire, Victor Vasarely ha anche
scritto, nel novembre 1990, febbraio 1990, febbraio 1991 e novembre
1992, che Pierre aveva lavorato con passione e devozione per
la Fondazione Vasarely, che era indispensabile alla direzione
della Fondazione e che egli stesso auspicava che il suo unico
nipote, Pierre, proseguisse la difesa della sua Opera nell'ambito
della Fondazione Vasarely e che in qualche anni, ne sarebbe diventato
il direttore, considerando che il rapporto della Sig.ra Rateau
non prova che questi scritti sarebbero stati dettati dal sig.
Pierre Vasarhelyi a suo nonno;
CConsiderando
che Victor Vasarely, con uno scritto del 10 settembre 1993, ha
confermato la volontà espressa nel suo testamento dell'11
aprile 1993, relativamente alla continuazione della sua Opera
designando il suo nipote Pierre per rappresentarlo presso il
sig. Cesselin, amministratore, per assisterlo nella gestione
della fondazione Vasarely;
Che si ricorda che aveva già scritto, nello stesso senso,
il 28 novembre 1990 che desiderava che il suo "unico figlio
(nipote) Pierre Vasarely" (sic) proseguisse la difesa della
sua Opera nell'ambito della fondazione Vasarely e che in in alcuni
anni, ne diventi il direttore;
Considerando, anche se la validità o l'autenticità di
una volontà olografica non è condizionata dalla sua
rimessa al legatore il giorno stesso della sua redazione, di modo
che sia inefficace fare valere che il sig. Pierre Vasarhelyi non
si trovava con suo nonno alla data suddetta dell'11 aprile 1993;
Considerando, infine, che non è provato che non sarebbe
restato, nella proprietà di Annet-sur-Marne nel mese d'aprile
1993, alcun foglio della carta intestata sulla quale è stato
redatto l'atto controverso;
Considerando che di conseguenza, senza che sia necessario di ordinare
la presenza personale delle parti o una misura d'istruzione, e
senza che vi occorra seguire di più le parti nel dettaglio
del loro argomento, occorre confermare il giudizio deferito, essendo
osservato che nessuna disposizione legale o testamentaria permetta
di mettere a carico dei soli eredi le spese di consegna delle eredità acconsentita
al sig. Pierre Vasarhelyi;
Considerando che la comunità esistita tra Victor Vasarely
e sua moglie, Claire Spinner, è stata liquidata, in seguito
del decesso di questa, dall'atto notarile di divisione stabilita
il 20 luglio 1991; che non vi occorre dunque ordinare l'apertura
delle operazioni di conto, liquidazione e divisione di questa comunità;
Considerando che la procedura avviata in conformità della
legge dal sig. Pierre Vasarhelyi non puo essere qualificata abusiva;
Considerando che né l'equità né la situazione
economica delle parti giustificano che sia fatto applicazione delle
disposizioni dell'articolo 700 del nuovo codice di procedura civile;
PER
QUESTE RAGIONI
Conferma
il giudizio deferito;
Respinge
qualsiasi altra domanda;
Mette a carico della signora Michèle Vasarhelyi e del sig.
André Vasarhelyi in solidum i costi d'appello, che potranno
essere recuperati ai sensi dell'articolo 699 del nuovo codice di
procedura civile.
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